Il futuro è presente

Sono rimasti solo dodici anni per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi ed evitare la catastrofe ambientale.
Il rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) manda un nuovo monito: dovremo affrontare le conseguenze del riscaldamento globale molto presto.

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Non c’è più tempo da perdere 

Se vogliamo evitare conseguenze disastrose per noi e per il pianeta dobbiamo agire adesso: è il senso del nuovo rapporto speciale pubblicato oggi dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC), il più importante organismo scientifico dedicato alla ricerca su come sta cambiando il clima della Terra. 

Il rapporto dice che agli attuali ritmi entro il 2030 l’aumento della temperatura media globale sarà superiore agli 1,5 °C ritenuti la soglia massima di sicurezza per avere effetti contenuti e gestibili, seppure con grandi spese di denaro e risorse.

La cosa più grave è il disinteresse comune. Negli ultimi anni l’IPCC ha affrontato il tema del cambiamento climatico con toni molto più determinati.

L’obiettivo non è fare allarmismo, ma dare il senso di emergenza e dei concreti rischi che stiamo correndo tutti, e che possono essere mitigati solo con iniziative coordinate a livello globale. Insistiamo sulla necessità di fare di più e meglio contro il riscaldamento globale, per evitare effetti catastrofici per il pianeta in assenza di interventi concreti.

Le conseguenze

Gli scienziati dell’IPCC spiegano che i rischi elencati nel loro rapporto sono concreti, e che bisogna agire in fretta per limitarne il più possibile gli effetti. Ma quali saranno le conseguenze con l’aumento di 2°C?

  • Ondate di caldo: ci saranno molto più frequentemente grosse ondate di caldo che porteranno a una prolungata siccità, colpendo soprattutto il Mediterraneo.
  • Coltivazioni: lunghi periodi di siccità renderanno ancora più complicata la coltivazione dei terreni in aree già interessate dalla mancanza d’acqua.
  • Artico: molto probabilmente i ghiacci dell’artico si scioglieranno completamente nel periodo estivo, mettendo in pericolo numerose specie come balene, foche, orsi polari e uccelli marini.
  • Barriere coralline: a 2 °C di aumento avverrà la completa scomparsa delle barriere coralline.
  • Flora e fauna: molte specie perderanno spazi e territori in cui oggi vivono normalmente a causa delle condizioni più estreme dei loro habitat.
  • Innalzamento dei mari: il rapporto stima che il livello del mare aumenterà di 10 cm, portando enormi cambiamenti per milioni di persone che dovranno spostarsi dalla costa.

Il ruolo fondamentale delle foreste

Le foreste potrebbero avere un ruolo ben più ampio nel taglio delle emissioni, la riforestazione, insieme a un miglioramento della gestione forestale, potrebbe rimuovere la CO2 dall’atmosfera fino al 18% delle riduzioni che dobbiamo raggiungere entro il 2030.
Brasile, Cina, India, Messico, Australia, Stati Uniti, Russia e Unione Europea potrebbero aumentare sensibilmente la propria copertura forestale con vantaggi economici, con il potenziale, allo stesso tempo, di rimuovere miliardi di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, come mostrerà uno studio in arrivo. Proteggere e aumentare le foreste tropicali è particolarmente importante perché raffreddano l’aria e sono cruciali per la creazione di piogge regionali necessarie per la crescita del il cibo.
Inoltre le foreste vanno protette per evitare pericolosi cambiamenti climatici, contengono più carbonio di tutti i depositi sfruttabili di petrolio, gas e carbone.
Lo dicono gli esperti: Il futuro del clima del nostro pianeta è legato indissolubilmente al futuro delle sue foreste

Before the flood

“Climate change is the single greatest threat to a sustainable future but, at the same time, addressing the climate challenge presents a golden opportunity to promote prosperity, security and a brighter future for all.”

BAN KI-MOON
Secretary General, United Nations

Earth Overshoot Day:
1 Agosto 2018

Earth Overshoot Day, in italiano “Giorno del sovrasfruttamento” indica la data nel quale l’umanità ha consumato tutte le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno. In altre parole, l’umanità sta usando la natura ad un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi, ed è come se ci servissero 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno di risorse naturali attuali.

Overshoot Day 2018 di ogni Stato

A lato è presente un grafico che mostra l’Overshoot day di ogni Stato, ovvero il giorno nel quale il cittadino del dato paese ha consumato tutte le risorse. Gli Overshoot day di ogni paese sono colcolati con il Global Footprint Network’s National Footprint Accounts, che vengono aggiornati anualmente.

Puoi scaricare un file excel gratuito contentente gli ultimi risultati del National Footprint Accounts 2018 Edition all‘indirizzo www.footprintnetwork.org
Puoi anche visualizzare altri risultati su data.footprintnetwork.org

L’Italia: 24 Maggio 2018

Per l’Italia l’Overshoot Day cade il 24 Maggio, significa che nei mesi successivi abbiamo consumato le risorse che necessitano di un anno per ricostituirsi. Praticamente consumiamo le risorse dei paesi poveri e delle generazioni future.

La storia dell’Earth Overshoot Day

A lato è riportato un grafico con i dati dal 1969 al 2018.

Per effettuare questi calcoli, il Global Footprint Network si serve del “Footprint calculator”, uno strumento informatico digitale che annualmente trae le proprie conclusioni dal rapporto tra la domanda annuale degli esseri umani di risorse e la biocapacità, ovvero la reale capacità della Terra di generare tali risorse.

Per mantenere la coerenza con i dati più recenti, i dati dell’Ecological Footprint misurati per tutti gli anni passati dal 1961 (ancora disponibili), vengono ricalcolati ogni anno, pertanto i risultati condividono un set di dati comuni e lo stesso metodo di calcolo.